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Quanto costa un trust

In breve

Il costo di un trust è la somma di più voci: consulenza e redazione dell'atto, notaio quando serve l'atto pubblico, imposte, compenso del trustee per l'accettazione e per la gestione annuale, eventuale guardiano, contabilità, dichiarazioni e costi bancari. Non esistono tariffe di legge per il trustee: il compenso dipende soprattutto dalla complessità dei beni e degli adempimenti e va concordato per iscritto.

Perché non c'è un prezzo unico

Un trust non è un prodotto standard. Un trust con un conto titoli e due beneficiari maggiorenni richiede un lavoro diverso da un trust che detiene quote di società, immobili in più Comuni e beni all'estero. Per questo chi indica un prezzo senza aver letto l'atto e visto i beni sta facendo una stima, non un preventivo.

In Italia non esistono tariffe di legge per il compenso del trustee, né un albo che le fissi. In questa guida non indichiamo cifre: non esistono fonti pubbliche affidabili che riportino valori medi di mercato, e una cifra senza fonte sarebbe solo un'impressione. Elenchiamo invece le voci, da cosa dipendono e come confrontare due offerte.

Le voci di costo all'istituzione

Consulenza e redazione dell'atto

L'atto istitutivo è il documento che regola tutto: poteri del trustee, beneficiari, guardiano, durata, legge applicabile. Lo scrivono di solito gli avvocati o i commercialisti del disponente, spesso con il notaio. Il costo dipende dalla complessità della famiglia e dei beni, dalla legge regolatrice scelta e dal numero di revisioni. Un atto scritto bene costa di più all'inizio e meno negli anni, perché evita interpretazioni e modifiche.

Notaio

Il notaio non è sempre necessario per istituire un trust, ma lo diventa in molti casi: quando si conferiscono immobili, perché il trasferimento deve essere trascritto; quando lo richiede la legge per ottenere un'agevolazione, come nel trust Dopo di Noi, che va istituito per atto pubblico (art. 6 c.3 lett. a L. 112/2016); quando le parti vogliono una data certa e un controllo terzo sull'atto.

Imposte

Dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione e donazione si paga di regola quando i beni arrivano ai beneficiari, non quando entrano nel trust; il disponente può però scegliere di pagarla al conferimento (art. 4-bis D.Lgs. 346/1990). Per gli immobili si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale. Le regole e la scelta tra le due strade sono spiegate nella guida su come si tassa un trust. Nel trust Dopo di Noi i conferimenti sono esenti dall'imposta di successione e donazione e scontano registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (art. 6 cc. 1 e 6 L. 112/2016).

Accettazione del trustee

Prima di accettare, un trustee professionale legge l'atto, verifica i beni, raccoglie i documenti delle persone coinvolte e i dati sui titolari effettivi, apre i conti del trust e organizza la contabilità. Questo lavoro iniziale può essere fatturato a parte, come compenso di accettazione o di avvio.

Le voci di costo annuali

  • Compenso del trustee per la gestione: amministrazione dei beni, decisioni, distribuzioni, rapporti con banche, beneficiari e guardiano.
  • Compenso del guardiano, se previsto e se è un professionista.
  • Contabilità del trust e dichiarazioni fiscali: il trust è un soggetto autonomo per le imposte sui redditi (art. 73 TUIR) e, secondo i beni, ha adempimenti propri, come il monitoraggio dei beni esteri e il pagamento di IVIE e IVAFE (circolare 34/E del 2022, cap. 6).
  • Rendiconto ai beneficiari o al guardiano, con la frequenza prevista dall'atto.
  • Costi bancari e di custodia dei titoli, e costi di gestione degli investimenti se affidata a un intermediario.
  • Costi dei beni stessi: manutenzione e assicurazione degli immobili, imposte locali, adempimenti societari per le partecipazioni.
  • Comunicazioni al Registro dei titolari effettivi quando cambiano i dati (si veda la guida sul titolare effettivo del trust).

Da cosa dipende il compenso del trustee

Il valore del patrimonio conta, perché misura la responsabilità. Ma il lavoro dipende soprattutto dalla complessità, che si stima su elementi concreti.

  • La natura dei beni. Liquidità e titoli presso una banca richiedono meno lavoro di immobili da affittare o di quote di società in cui il trustee esercita i diritti di socio.
  • Il luogo dei beni. Beni all'estero significano più adempimenti fiscali e più interlocutori.
  • I beneficiari e le loro esigenze. Un trust con distribuzioni frequenti, o con una persona da seguire nel quotidiano, come in un trust Dopo di Noi, richiede presenza continua.
  • La discrezionalità lasciata dall'atto. Più il trustee deve decidere, più tempo e responsabilità comporta ogni decisione.
  • I rapporti in famiglia. Le situazioni contese richiedono più verbali, più pareri, più tempo.
  • La gestione degli investimenti. Se il trustee la affida a un intermediario, il suo compenso e quello dell'intermediario sono voci diverse e non vanno contate due volte.

Le strutture possibili sono un compenso annuo fisso, una percentuale sul patrimonio, oppure una combinazione con compensi a parte per operazioni straordinarie. Nessuna è giusta in assoluto. L'importante è che si capisca che cosa paga.

Come leggere un preventivo

Un preventivo serio dovrebbe dire per iscritto, prima dell'accettazione, che cosa è compreso e che cosa no. Alcuni punti da controllare:

  • Il compenso di accettazione e quello annuale, indicati separatamente.
  • Contabilità, dichiarazioni fiscali del trust e rendiconto: se sono inclusi o fatturati a parte, e da chi.
  • L'elenco delle operazioni considerate straordinarie, per esempio vendita di un immobile, riorganizzazione di una società, distribuzione finale, contenzioso.
  • Il criterio per gli straordinari: a ore, a forfait o in percentuale.
  • Se e come il compenso si aggiorna nel tempo.
  • Le spese vive (notaio, imposte, bolli, consulenze esterne), indicate come a carico del trust.
  • Che cosa succede ai compensi se il trustee si dimette o viene sostituito.

Il compenso del trustee dovrebbe trovare fondamento anche nell'atto istitutivo, che può fissarlo o indicare chi lo approva, per esempio il guardiano. Un preventivo che non torna con l'atto è un segnale da chiarire subito.

I costi di uscita e di sostituzione

Un trust può cambiare trustee: per dimissioni, revoca o perché l'atto lo prevede. Anche questo ha un costo. Servono un atto di nomina e l'accettazione del nuovo trustee, il trasferimento dei beni con le formalità necessarie, il passaggio di contabilità e documenti. Sul piano fiscale, secondo la circolare 34/E del 2022 (par. 4.4.8 e 4.4.9), la sostituzione del trustee non sconta l'imposta di successione e donazione; l'atto, se redatto con atto pubblico o scrittura privata autenticata, sconta l'imposta di registro in misura fissa, e le formalità sugli immobili le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.

Conviene chiedere in anticipo quali costi applica il trustee uscente per il passaggio di consegne e quali il trustee entrante per l'esame della situazione. Lo stesso vale per la chiusura del trust: la distribuzione finale, il rendiconto conclusivo e gli ultimi adempimenti fiscali vanno previsti. Sul subentro si veda la pagina sulla sostituzione del trustee.

Per i professionisti

  • Nessuna norma tariffaria regola il compenso del trustee in Italia; la fonte è l'atto istitutivo, letto con la legge regolatrice scelta (Convenzione dell'Aja 1° luglio 1985, ratificata con L. 364/1989).
  • Forma dell'atto: atto pubblico necessario per le agevolazioni Dopo di Noi (art. 6 c.3 lett. a L. 112/2016); trascrizione per i conferimenti di immobili.
  • Imposte indirette: art. 4-bis D.Lgs. 346/1990 (regola e opzione, c.3 nel testo modificato dal D.Lgs. 148/2026); per il Dopo di Noi art. 6 cc. 1, 6 e 7 L. 112/2016.
  • Sostituzione del trustee: circolare 34/E del 2022, par. 4.4.8 (registro in misura fissa, nessuna imposta di successione e donazione) e par. 4.4.9 (ipotecaria e catastale in misura fissa).
  • Costi ricorrenti da prevedere nel preventivo: contabilità separata, dichiarazione dei redditi del trust (art. 73 TUIR), monitoraggio fiscale e IVIE/IVAFE per i beni esteri (circolare 34/E, cap. 5 e 6), comunicazioni al Registro dei titolari effettivi (art. 21 D.Lgs. 231/2007).
  • Dal 1° gennaio 2027 i riferimenti al D.Lgs. 346/1990 e al TUIR cambiano con i nuovi testi unici (D.Lgs. 123/2025 e D.Lgs. 117/2026): aggiornare preventivi e lettere di incarico che li richiamano.

Come possiamo aiutarvi

Prima di accettare un incarico leggiamo l'atto, vediamo i beni e indichiamo per iscritto le voci del nostro compenso, che cosa comprendono e che cosa no. Se state confrontando più trustee, la guida su come scegliere un trustee raccoglie i criteri. Per un primo colloquio potete scriverci dalla pagina contatti.

Fonti

Questa guida ha carattere informativo e non sostituisce una consulenza sul caso concreto. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

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