Trustee professionale per trust italiani ed esteri
Assumiamo l'ufficio di trustee, da soli o accanto a un trustee già in carica, quando nella famiglia o nella cerchia dei professionisti non c'è chi possa esercitarlo con continuità, indipendenza e competenza tecnica.
Il trustee è il soggetto a cui il disponente trasferisce i beni del trust, con l'obbligo di amministrarli secondo l'atto istitutivo nell'interesse dei beneficiari. Un trustee professionale esercita questo ufficio come attività organizzata: garantisce continuità nel tempo, indipendenza dalle parti e la competenza necessaria agli adempimenti giuridici e fiscali.
Che cosa facciamo come trustee
- Accettazione dell'ufficioEsaminiamo l'atto istitutivo, i beni e lo scopo. Accettiamo solo se l'incarico è realizzabile così come è scritto, oppure indichiamo che cosa andrebbe chiarito.
- Presa in carico dei beniIntestazione di immobili, partecipazioni e conti al trustee, con le trascrizioni e le annotazioni necessarie, in coordinamento con il notaio.
- Amministrazione secondo l'attoConservazione e gestione dei beni, decisioni previste dall'atto, distribuzioni ai beneficiari nei tempi e nei modi stabiliti.
- Contabilità, fiscalità, RegistroContabilità del trust, adempimenti fiscali con il commercialista, comunicazioni al Registro dei titolari effettivi.
- RendicontoRendiconti periodici a beneficiari e guardiano: operazioni compiute, situazione dei beni, spese e compensi.
Quando serve un trustee professionale
- Il disponente non ha, in famiglia o tra i suoi consulenti, una persona adatta a ricoprire l'ufficio per molti anni.
- Il trust deve durare oltre la vita delle persone che lo hanno pensato, o attraversare più generazioni.
- Tra i beneficiari ci sono interessi diversi, e serve un soggetto terzo che decida senza essere parte in causa.
- I beni richiedono competenze specifiche: partecipazioni societarie, immobili in più luoghi, adempimenti fiscali articolati.
- Il trustee in carica deve essere sostituito, oppure affiancato.
Co-trustee: affiancare chi c'è già
Non sempre bisogna scegliere tra un familiare e un professionista. L'atto può prevedere più trustee che agiscono insieme: il familiare porta la conoscenza delle persone e della storia della famiglia, il co-trustee professionale porta metodo, continuità e la gestione degli adempimenti. Affianchiamo trustee non professionali e professionali, secondo le regole di decisione che l'atto stabilisce.
Subentro in un trust esistente
Interveniamo quando il trustee in carica si dimette, viene revocato o non è più in grado di agire. Prima di accettare esaminiamo l'atto, i beni, la contabilità e gli adempimenti arretrati; poi curiamo il trasferimento dei beni e il passaggio delle consegne. Come avviene la sostituzione del trustee.
Trust regolati da leggi straniere
Assumiamo l'ufficio di trust istituiti in Italia e regolati da una legge straniera, e valutiamo il trasferimento in Italia dell'amministrazione di trust esteri con beni o beneficiari nel nostro Paese. Trust esteri in Italia.
Per i professionisti
L'accettazione può avvenire nell'atto istitutivo o con atto separato. Per valutare l'incarico chiediamo l'atto o la sua bozza, l'elenco dei beni con i relativi titoli, i dati identificativi delle parti e, nei subentri, gli ultimi rendiconti e le dichiarazioni presentate. Il trustee comunica al Registro dei titolari effettivi i dati di disponente, trustee, guardiano e beneficiari (art. 22, c. 5, D.Lgs. 231/2007). Il riconoscimento del trust e la separazione dei beni discendono dalla Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985, resa esecutiva con la legge 364/1989 (artt. 2 e 11).
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Domande frequenti
Chi può fare il trustee? Serve un'autorizzazione?
Può essere trustee una persona fisica o una società. In Italia non esiste un albo dei trustee né una licenza specifica per le trust company: chi sceglie un trustee professionale deve valutare in concreto competenze, indipendenza, organizzazione e trasparenza. Il trustee ha comunque obblighi precisi, tra cui raccogliere e conservare i dati sui titolari effettivi del trust e comunicarli al Registro. La normativa antiriciclaggio europea in arrivo potrebbe cambiare il quadro nei prossimi anni.
Fonte: D.Lgs. 231/2007, art. 22, c. 5.
Che differenza c'è tra trustee e guardiano?
Il trustee è il titolare dei beni in trust e li amministra: firma i contratti, gestisce conti e partecipazioni, effettua le distribuzioni, tiene la contabilità e rende il conto. Il guardiano, in inglese protector, non amministra i beni: vigila sul trustee ed esercita solo i poteri che l'atto gli attribuisce, per esempio autorizzare certe operazioni o nominare e revocare il trustee. È di solito una figura facoltativa; nei trust Dopo di Noi la legge richiede invece un soggetto preposto al controllo del trustee.
Fonte: Convenzione dell'Aja, art. 2; legge 112/2016, art. 6, c. 3, lett. f.
Si può sostituire il trustee di un trust esistente?
Sì, se l'atto istitutivo o la legge regolatrice lo consentono, ed è frequente: il trustee può dimettersi, essere revocato da chi ne ha il potere, spesso il guardiano, o non essere più in grado di agire. Servono la nomina del nuovo trustee e la sua accettazione, il trasferimento dei beni con le relative formalità, il passaggio di contabilità e documenti e l'aggiornamento dei dati al Registro dei titolari effettivi. Prima di accettare, un trustee professionale esamina l'atto, i beni e gli adempimenti arretrati.
Fonte: Convenzione dell'Aja, artt. 8 e 11; D.Lgs. 231/2007, art. 22.
Quanto costa affidare un trust a un trustee professionale?
Non esistono tariffe di legge. Le voci tipiche sono la consulenza e la redazione dell'atto, il notaio quando serve l'atto pubblico, le imposte, il compenso del trustee per l'accettazione e per la gestione annuale, l'eventuale guardiano, la contabilità e il rendiconto. Il compenso del trustee dipende più dalla complessità dei beni e degli adempimenti che dal solo valore del patrimonio, e va fissato per iscritto prima dell'accettazione.
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