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Trust Dopo di Noi: il futuro di un figlio con disabilità

Chi si occuperà di lui, o di lei, quando non ci saremo più? Un trust non risponde a tutto, ma può garantire che casa, risorse e cure restino al loro posto, secondo regole che i genitori decidono oggi.

In breve

Un trust Dopo di Noi è un trust istituito a favore di una persona con disabilità grave, per garantirle cura, assistenza e qualità della vita anche quando i genitori non potranno più occuparsene. Se rispetta i requisiti della legge 112/2016 gode di agevolazioni fiscali. Possiamo esserne il trustee, oppure il soggetto che controlla il trustee.

Come funziona, in pratica

I genitori, o altri familiari, conferiscono nel trust dei beni: spesso la casa, dei risparmi, a volte un immobile che produce una rendita. Il trustee li amministra per un solo scopo, scritto nell'atto: la cura e il benessere della persona. Paga le spese, conserva la casa, segue il progetto di vita che la famiglia ha descritto, e ne rende conto. Un guardiano, o un altro soggetto indicato nell'atto, controlla che lo faccia bene.

Quando la persona non c'è più, il trust si chiude e ciò che resta va a chi i genitori hanno indicato, per esempio i fratelli.

Che cosa facciamo

  • Trustee del trustAmministriamo i beni secondo l'atto e il progetto di vita, con rendiconti regolari al guardiano e alla famiglia.
  • Guardiano o soggetto di controlloSe il trustee è un familiare, possiamo essere la figura che lo affianca e ne controlla l'operato.
  • Accanto alla famigliaLavoriamo con i genitori e con gli altri familiari già da quando il trust si progetta, non solo dopo.
  • Con chi già si occupa della personaCi coordiniamo con l'amministratore di sostegno, il tutore o il curatore, e con chi segue la persona ogni giorno.

Le agevolazioni, in breve

Se il trust ha i requisiti dell'articolo 6 della legge 112/2016, i beni conferiti sono esenti dall'imposta di successione e donazione, e le imposte di registro, ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa. I requisiti principali: beneficiario con disabilità grave accertata, atto pubblico, finalità esclusiva di cura e assistenza, un soggetto che controlli il trustee, termine del trust alla morte del beneficiario. Tutti i requisiti, uno per uno.

Anche fuori dalla legge 112

Un trust a favore di una persona fragile si può istituire anche quando non ricorrono i requisiti delle agevolazioni: per un figlio minore, un genitore anziano non autosufficiente, una persona con una disabilità non grave. Cambia il trattamento fiscale, non la sostanza della tutela.

Per i professionisti

Requisiti dell'art. 6, c. 3, L. 112/2016: atto pubblico (lett. a); identificazione dei soggetti, dei bisogni e delle attività assistenziali (b); obblighi del trustee rispetto al progetto di vita e alla rendicontazione (c); beneficiari esclusivamente le persone con disabilità grave (d); beni destinati esclusivamente alla finalità (e); soggetto preposto al controllo del trustee (f); termine finale alla morte del beneficiario (g); destinazione del patrimonio residuo (h). Esenzione ai sensi del c. 1; imposte in misura fissa ai sensi del c. 6; trattamento del residuo ai cc. 4 e 5. La persona deve trovarsi in condizione di disabilità grave ai sensi dell'art. 3, c. 3, L. 104/1992, non determinata dal naturale invecchiamento (art. 1, c. 2).

Domande frequenti

Quali requisiti deve avere un trust Dopo di Noi per le agevolazioni?

Il beneficiario deve essere una persona con disabilità grave accertata ai sensi della legge 104/1992. L'atto deve essere pubblico e indicare come finalità esclusiva l'inclusione sociale, la cura e l'assistenza della persona. Deve inoltre identificare i soggetti coinvolti e i bisogni del beneficiario, fissare gli obblighi del trustee e il modo in cui rende conto, destinare i beni solo a quella finalità, prevedere un soggetto che controlli il trustee, far terminare il trust alla morte del beneficiario e indicare a chi andrà il patrimonio residuo.

Fonte: legge 112/2016, art. 6, cc. 1–3 e 6.

Che cosa succede al trust Dopo di Noi quando il beneficiario muore?

Il trust termina e il patrimonio residuo va a chi l'atto ha indicato, per esempio fratelli, altri familiari o un ente. Questo trasferimento sconta l'imposta di successione e donazione secondo il rapporto di parentela tra disponente e destinatari. Se invece il beneficiario muore prima dei genitori che hanno istituito il trust e i beni tornano a loro, il ritorno resta esente.

Fonte: legge 112/2016, art. 6, cc. 4 e 5.

Meglio un trust o un vincolo di destinazione?

Sono strumenti diversi. Con il vincolo di destinazione (art. 2645-ter c.c.) i beni di regola restano di chi li vincola, che continua a gestirli per lo scopo; riguarda immobili e beni mobili registrati e dura al massimo novant'anni o la vita del beneficiario. Con il trust i beni passano a un trustee, che li amministra in modo autonomo secondo l'atto; può comprendere qualsiasi bene e consente regole più articolate di gestione, controllo e sostituzione.

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