Il trust nel passaggio generazionale dell'azienda di famiglia
Un'impresa di famiglia non si divide come un conto in banca. Un trust può tenere unite le partecipazioni e governarle secondo regole decise dall'imprenditore, mentre la generazione successiva cresce.
Conferire in trust le partecipazioni dell'azienda di famiglia permette di tenerle unite e governate secondo regole decise dall'imprenditore, mentre la proprietà passa gradualmente alla generazione successiva. Il trustee esercita i diritti di socio secondo l'atto, con continuità e indipendenza, senza sostituirsi a chi guida l'impresa.
I problemi che risolve
- Frammentazione. Alla successione le quote si dividono tra gli eredi; il controllo si disperde e le decisioni si bloccano.
- Eredi diversi. Figli che lavorano in azienda e figli che non vi lavorano hanno interessi diversi: reddito per alcuni, governo per altri.
- Tempi. I successori sono troppo giovani, o non ancora pronti: serve un ponte di qualche anno.
- Imprevisti. La morte o l'incapacità improvvisa dell'imprenditore non devono fermare le assemblee e le nomine.
Come funziona
L'imprenditore conferisce nel trust le partecipazioni, spesso quelle della holding di famiglia. L'atto stabilisce chi sono i beneficiari, come si esercitano i diritti di voto, quando e a quali condizioni le quote passeranno ai figli, come si distribuiscono i dividendi. Il trustee esercita i diritti di socio secondo quelle regole: vota in assemblea, nomina gli amministratori indicati dall'atto, distribuisce gli utili. Chi gestisce l'azienda continua a gestirla.
Un guardiano, che può essere un consulente di fiducia della famiglia, controlla il trustee e autorizza le decisioni più importanti.
Che cosa non è
Non è un modo per continuare a disporre dei beni come prima: le partecipazioni conferite escono davvero dal patrimonio dell'imprenditore, e un trust in cui il disponente continua di fatto a decidere tutto rischia di non essere riconosciuto. Non è nemmeno uno scudo contro debiti già esistenti. È uno strumento di governo del patrimonio nel tempo, e va costruito con i professionisti che seguono l'impresa.
Che cosa facciamo
- Trustee delle partecipazioniEsercitiamo i diritti di socio secondo l'atto, con verbali e rendiconti alla famiglia e al guardiano.
- Co-trusteeAccanto a un familiare o a un professionista di fiducia, quando la famiglia vuole restare vicina alle decisioni.
- GuardianoSe il trustee è già individuato, possiamo essere la figura indipendente che lo controlla.
Per i professionisti
Dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione e donazione sui trust si applica, di regola, al momento del trasferimento dei beni ai beneficiari, salvo opzione per il pagamento al conferimento (art. 4-bis D.Lgs. 346/1990, introdotto dal D.Lgs. 139/2024). Le agevolazioni per il trasferimento di aziende e partecipazioni di controllo ai discendenti vanno verificate nel caso concreto con il consulente fiscale, alla luce della disciplina vigente. Lo statuto della società va letto insieme all'atto: clausole di gradimento e prelazione possono condizionare il conferimento. Guida alla tassazione del trust.
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Domande frequenti
Quando si paga l'imposta di successione e donazione su un trust?
Dal 1° gennaio 2025 l'imposta si paga quando il trustee trasferisce i beni ai beneficiari, e solo se il trasferimento li arricchisce senza corrispettivo. Aliquote e franchigie dipendono dal rapporto di parentela tra disponente e beneficiario, e l'imposta è autoliquidata dal beneficiario. In alternativa il disponente può scegliere di pagare subito, al momento del conferimento dei beni nel trust. Dal 1° gennaio 2027 la disciplina confluisce nel nuovo testo unico dei tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025): va sempre verificata la norma vigente al momento della decisione.
Fonte: art. 4-bis del D.Lgs. 346/1990, introdotto dal D.Lgs. 139/2024.
Conviene pagare l'imposta al momento del conferimento?
Dipende dal caso. Con l'opzione per la tassazione «in entrata» si paga l'imposta sul valore dei beni al conferimento: i successivi trasferimenti ai beneficiari non sono più tassati, anche se nel frattempo i beni si sono rivalutati. Ma quanto versato non è rimborsabile, e se i beneficiari non sono ancora determinabili si applica l'aliquota più alta, senza franchigie. La scelta va valutata con il consulente fiscale della famiglia.
Fonte: art. 4-bis, c. 3, del D.Lgs. 346/1990.
Il trust protegge il patrimonio dai creditori?
Protegge i beni dai creditori personali del trustee, ma non è uno scudo contro debiti già esistenti del disponente. Un creditore danneggiato può chiedere la revocatoria del conferimento; per gli atti gratuiti trascritti, il creditore con titolo esecutivo può pignorare i beni senza revocatoria, se trascrive il pignoramento entro un anno. Un trust in cui il disponente continua di fatto a disporre dei beni può essere considerato simulato.
Fonte: artt. 2901 e 2929-bis c.c.; Convenzione dell'Aja, art. 15.
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