Un trustee si sceglie valutando in concreto indipendenza, competenza, organizzazione e trasparenza, perché in Italia non esiste un albo dei trustee né una licenza specifica per chi svolge questa attività. Prima di affidare un trust conviene chiedere per iscritto chi decide gli investimenti, cosa contiene il rendiconto, quanto costa l'incarico, chi controlla il trustee e cosa succede se lascia.
Che cosa fa il trustee, in pratica
Il trustee è il soggetto a cui il disponente trasferisce i beni del trust. Ne diventa proprietario, ma li tiene separati dal proprio patrimonio e li amministra secondo l'atto istitutivo e la legge che lo regola. La Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985, ratificata con la legge 16 ottobre 1989 n. 364, gli attribuisce il potere e l'obbligo di amministrare e disporre dei beni, e precisa che di questo deve rendere conto (art. 2).
Il lavoro quotidiano è concreto: tenere i conti e le partecipazioni, firmare contratti, pagare imposte e spese, decidere o autorizzare le distribuzioni ai beneficiari, tenere la contabilità, curare gli adempimenti verso il Registro dei titolari effettivi e rendere il conto. Un trust può durare decenni. La scelta del trustee è quindi una delle decisioni che pesano di più sulla riuscita del progetto.
Familiare o trustee professionale
Molti trust nascono con un familiare o un amico di famiglia come trustee. È una scelta legittima e a volte adeguata, per esempio quando il patrimonio è semplice e la durata breve. Diventa fragile quando il trust deve durare a lungo o gestire interessi diversi. Le ragioni per affidarsi a un professionista sono quattro.
- Continuità. Un familiare può ammalarsi, trasferirsi, morire prima del previsto. Una struttura professionale ha procedure per garantire che l'incarico prosegua anche se cambiano le persone.
- Indipendenza. Un fratello che fa da trustee per un altro fratello, o un figlio che amministra beni destinati anche ai fratelli, si trova spesso in conflitto di interessi. Un terzo può prendere decisioni scomode senza che diventino questioni personali.
- Competenza. Il trustee deve conoscere la legge regolatrice scelta, la fiscalità del trust, gli obblighi antiriciclaggio verso banche e notai, la tenuta della contabilità separata. Sono compiti tecnici, non solo di buon senso.
- Responsabilità. Il trustee risponde verso i beneficiari della propria gestione: la legge regolatrice disciplina anche la sua responsabilità personale (Convenzione dell'Aja, art. 8, lett. g). Un familiare spesso non ne è consapevole quando accetta.
Una soluzione intermedia è il co-trustee: un professionista affianca il familiare, oppure il familiare assume il ruolo di guardiano e vigila sul trustee professionale. La pagina su come funziona un trust spiega i ruoli.
Non c'è un albo: si valuta in concreto
In Italia oggi non esiste un albo dei trustee né un regime di autorizzazione specifico per le trust company, come accade invece in alcune giurisdizioni estere. Possono fare il trustee sia persone fisiche sia società. Nessuna iscrizione, quindi, garantisce da sola la qualità di un trustee: la verifica la fanno il disponente e i suoi consulenti, con domande precise e risposte per iscritto. La disciplina antiriciclaggio europea e italiana è in corso di revisione e potrebbe introdurre forme di registrazione per chi presta servizi relativi ai trust: verificare la norma vigente al momento della scelta.
Dieci domande da fare prima di affidare un trust
- Siete indipendenti dal disponente, dai beneficiari e da chi gestirà il patrimonio? Chiedete se il trustee ha rapporti di parentela, d'affari o di consulenza con le persone coinvolte, e se riceve compensi o commissioni da banche, gestori o prodotti finanziari che potrebbe scegliere per il trust.
- Chi decide gli investimenti? Il trustee può gestire direttamente, delegare a un gestore o seguire indicazioni previste dall'atto. Fatevi spiegare chi sceglie la banca e il gestore, con quali criteri, e chi controlla i risultati. La legge regolatrice disciplina i poteri di investimento e di delega del trustee (Convenzione dell'Aja, art. 8, lett. c ed e).
- Cosa contiene il rendiconto e con quale frequenza arriva? Chiedete un esempio, anche anonimizzato: movimenti, consistenza dei beni a inizio e fine periodo, proventi, spese, compensi, distribuzioni, imposte pagate. Chiedete a chi viene inviato: beneficiari, guardiano, disponente.
- Quanto costa, e cosa è compreso? Il compenso va indicato per iscritto prima dell'accettazione, con le voci (accettazione, gestione annuale, operazioni straordinarie, chiusura) e ciò che resta escluso, come notaio, commercialista o gestore. La guida su quanto costa un trust elenca le voci tipiche.
- Cosa succede se il trustee lascia o non può più agire? Verificate che l'atto preveda chi nomina il successore, come avviene il passaggio dei beni e della documentazione, e che il trustee si impegni a collaborare al passaggio di consegne. Nomina, dimissioni e revoca del trustee sono regolate dalla legge scelta (art. 8, lett. a).
- Chi controlla il trustee? Chiedete come il trustee intende lavorare con un guardiano, quali operazioni sottopone alla sua autorizzazione e se accetta clausole che consentano la sua sostituzione senza contenzioso. Nei trust Dopo di Noi un soggetto preposto al controllo è obbligatorio per legge (L. 112/2016, art. 6 c. 3 lett. f).
- Come tutelate la riservatezza della famiglia? Chiedete chi ha accesso ai documenti del trust, come sono conservati e cosa viene comunicato a terzi oltre agli adempimenti di legge, come quelli verso il Registro dei titolari effettivi.
- Dove avete sede e in che lingue lavorate? Se i beneficiari vivono all'estero, se ci sono beni fuori dall'Italia o se il trust è regolato da una legge straniera, servono lingue, corrispondenti e familiarità con quella legge.
- Chi seguirà concretamente l'incarico? Chiedete i nomi delle persone, le loro competenze, chi le sostituisce in caso di assenza e chi firma gli atti. Chiedete come sono organizzati contabilità, scadenzario e archivio.
- Avete coperture assicurative per la responsabilità professionale? Se sì, chiedete per quali attività, con quali massimali e se coprono anche il ruolo di trustee. La risposta va letta insieme al resto: una polizza non sostituisce un'organizzazione ordinata.
Le risposte vanno chieste per iscritto e confrontate con l'atto istitutivo. Un trustee professionale che si prepara ad accettare fa a sua volta molte domande: sui beni, sulla famiglia, sull'origine del patrimonio. È un buon segno.
Persona fisica o società
Il trustee può essere una persona fisica, per esempio un professionista di fiducia, oppure una società. Le differenze pratiche sono queste.
| Trustee persona fisica | Trustee società | |
|---|---|---|
| Continuità | Legata alla vita, alla salute e alla disponibilità della persona; servono clausole di successione accurate | La società prosegue anche se cambiano le persone che seguono l'incarico |
| Rapporto | Diretto e personale, con un unico interlocutore | Più persone coinvolte; conviene chiedere chi è il referente |
| Organizzazione | Dipende dalla struttura dello studio del singolo | Procedure, archivio e controlli interni più facili da verificare |
| Titolarità effettiva | Il trustee è direttamente una persona fisica | Vanno indicate anche le persone fisiche che controllano la società (D.Lgs. 231/2007, art. 22 c. 5) |
| Rischi da valutare | Concentrazione su una sola persona; conflitti se la stessa persona è anche consulente della famiglia | Rotazione del personale; chiarire chi decide e chi risponde |
Per un trust di lunga durata, come quelli Dopo di Noi o di passaggio generazionale, la continuità tende a pesare di più. Per un trust breve e con un solo bene, un professionista di fiducia può essere sufficiente, purché l'atto preveda un sostituto.
Per i professionisti
- Nozione e obblighi del trustee: Convenzione dell'Aja 1° luglio 1985, ratificata con L. 364/1989, art. 2 (potere e obbligo di amministrare, con obbligo di rendere conto) e art. 11 (separazione dei beni dal patrimonio del trustee).
- Materie rimesse alla legge regolatrice: art. 8 c. 2 della Convenzione, in particolare lett. a (nomina, dimissioni, revoca, capacità e successione nell'ufficio), c (delega), e (poteri di investimento), g (rapporti con i beneficiari e responsabilità personale del trustee), j (obbligo di rendere conto). Le clausole sulla scelta e sulla sostituzione del trustee vanno lette alla luce della legge scelta nell'atto.
- Titolarità effettiva: art. 22 c. 5 D.Lgs. 231/2007. Il trustee ottiene e conserva le informazioni per almeno cinque anni dalla cessazione dell'incarico e dichiara il proprio stato ai soggetti obbligati; comunicazione al Registro ai sensi dell'art. 21 c. 3. Vedi la guida sul titolare effettivo del trust.
- Dopo di Noi: L. 112/2016, art. 6 c. 3, lett. c (obblighi del trustee sul progetto di vita e modalità di rendicontazione) e lett. f (soggetto preposto al controllo del trustee).
- Albo e autorizzazioni: nessun albo dei trustee né autorizzazione specifica per le trust company nell'ordinamento italiano vigente; verificare eventuali novità della disciplina antiriciclaggio al momento dell'incarico.
Come possiamo aiutarvi
Queste domande potete farle anche a noi. Assumiamo il ruolo di trustee, co-trustee o guardiano e lavoriamo con i professionisti che seguono la famiglia. Se il trust esiste già e il trustee va sostituito, la pagina sulla sostituzione del trustee descrive come gestiamo il subentro.
Fonti
- Convenzione dell'Aja 1° luglio 1985 sulla legge applicabile ai trust – HCCH
- L. 16 ottobre 1989 n. 364 (ratifica della Convenzione) – Normattiva
- D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, art. 22 – Normattiva
- L. 22 giugno 2016 n. 112, art. 6 – Normattiva
Questa guida ha carattere informativo e non sostituisce una consulenza sul caso concreto. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.